Più tempo per i nostri furetti durante le feste

26.12.16 Cinzia-E anche quest’anno è arrivato Natale, e puntuale anche quel velo di malinconia che si contrappone alla magia della festa, luccicante e scoppiettante.

A Natale la mancanza dei pelosi che non ci sono più è amplificata, perché non si può fare a meno di non ricordare quando erano con noi.

Scacciando i pensieri negativi e mantenendo una linea di ottimismo anche per l’anno a venire, la pausa natalizia serve per prendersi cura di noi stessi, ma soprattutto di loro, i nostri furetti.

Sempre immersi nelle attività tra lavoro e famiglia, ci può sfuggire qualcosa, qualche spia che indica qualcosa non va.

L’occhio del proprietario è il miglior strumento di supporto alle diagnosi del veterinario, niente si può sostituire all’occhio e alle sensazioni di proprietari, scrupolosi e attenti,  che sanno andare oltre le letture scientifiche.

Diagnosticare una malattia su un furetto è materia difficilissima anche per i veterinari esperti che sanno utilizzare le diagnostiche più sofisticate.

Talvolta il “male” viene “covato” da diverso tempo e senza che esso si manifesti in forma tale da interpellare il veterinario, oppure i segnali sono cosi lievi e sporadici che non vengono presi clinicamente in considerazione.

Se sorprendete il furetto a bere troppo, a non reggersi sulle zampe posteriori o a non mangiare, è più sicuro parlarne al veterinario, il quale verificherà lo stato di salute attraverso un esame biochimico e un’ecografia addominale, e dai risultati decidere altri accertamenti, se necessari.

Ma molto più utile saranno le impressioni del proprietario che racconterà se il furetto ha cambiato umore, abitudini e comportamento.

Quante volte vi sarete detti “c’è qualcosa di strano”… una sensazione che vi dava ragione, proprio perché quando stanno veramente male il proprietario è sempre il primo che si rende conto se è grave oppure no.

By Un furetto in famiglia