Nutrimento a carne cruda, una questione aperta

29.1.18 Cinzia-Nella clinica veterinaria De Frettenkliniek, Olanda, specializzata in furetti, nell’ultimo anno e mezzo è stato registrato un aumento esponenziale di furetti colpiti da una grave infiammazione del tratto gastrointestinale (tratto GI), degli organi collegati e/o della cavità timpanica (medio-orecchio), includendo anche infiammazioni che si manifestano sotto forma acuta, curabili, e le forme croniche che non possono essere completamente curate.

Sono un centinaio i casi noti, e anche dopo il trattamento farmacologico, queste infiammazioni hanno causato un danno profondo al tratto gastrointestinale, tanto che i furetti colpiti non saranno mai in grado di tornare a condizioni ottimali.

Il dato più importante è che casisitica sembrerebbe riguardare animali giovani, di meno di 2 anni. Numerosi sono i casi molto gravi, alcuni dei quali hanno provocato anche la morte o per cui si è reso necessario ricorrere all’eutanasia.

È stato accertato che questi animali venivano alimentati con carne cruda fin dalla più tenera età, sia con un tipo di carne grezza e trasformata, sia con prede di allevamento massivo, e questo sembra essere il fattore comune di questi casi, tuttavia si stanno ricercando altri fattori, per capire se è stata l’alimentazione la causa di queste infiammazioni.

Il veterinario Hanneke Roest, l’esperta in furetti della clinica de Frettenkliniek, sta conducendo la parte medica della ricerca, con un protocollo specifico formulato da lei con le indicazioni da seguire, termini da utilzzare, condizioni, sintomi da registrare, ecc.

Sarà effettuata una vasta ricerca patologica sui tessuti e verranno prodotte varie colture di cibo, feci, urina, sangue e organi. In questo modo si spera di trovare risposte alle molte domande e ottenere un trattamento farmacologico maggiormente efficace, oltre che a prevenire la malattia.

Il gruppo di ricerca ha deciso di puntare principalmente sulle analisi tissutali, batteriche e parassitarie, poiché la ricerca virale è estremamente costosa. Un’analisi inizialmente può costare qualche centinaio di euro per ogni furetto. Saranno coinvolte figure competenti, tra le altre, provenienti dall’Università di Utrecht e da un laboratorio riconosciuto in Germania.

Anche se verrà effettuata una ricerca accurata e precisa, non si può garantire che le risposte alle molte domande e incertezze saranno trovate. Finora sono state condotte analisi limitate in diversi casi, che sono risultate inconcludenti e non hanno avuto esito concreto. Pertanto, l’attuale desiderio di questo gruppo di lavoro, è quello di avere il più grande bacino di risultati attraverso un set-up su larga scala e facendo uso di contatti professionali in diverse discipline, che saranno rese pubbliche sulla pagina del gruppo.

Un lavoro di ricerca sicuramente ben fatto e ben impostato, con la collaborazione dell’università di Utrecht, dove lavora anche il Dott. Nico Shoemaker, il veterinario che ha introdotto l’uso del microchip al suprerolin di castrazione chimica sul furetto.

Come dicevamo, la causa comune sembrerebbe il consumo di carne cruda: tolto che non è ancora una certezza, va ribadito ancora di più che la carne cruda utilizzata per nutrire i furetti o altri animali domestici, deve essere acquistate da fornitori sicuri, tra quelle destinate all’alimentazione umana, e anche le prede intere devono essere acquistate da un fornitore competente e certificato.

Seguiremo gli sviluppi di questo lavoro, i cui risultati possono solo accrescere le informazioni sul furetto e la sua alimentazione.

Per saperne di più: www.werkgroep-fret.nl/en/