Nel mirino della stampa, sempre gli animali.

27.11.17 Cinzia-Il titolone sui giornali Addestratore cinofilo sbranato dal cane fa un certo effetto, e quando si leggono certe notizie spiace perchè non vorremmo accadesse mai e ci si chiede immediatamente cosa possa essere successo, considerato che la vittima era persino un addestratore cinofilo, quindi un esperto di comportamenti di cani.  La vittima presentava delle lesioni in alcune parti del corpo che hanno indotto la polizia a pensare che il cane fosse responsabile.

L”autopsia lo ha però scagionato: lo ha ferito, ma per tentare di soccorrerlo dopo che l’addestratore era morto a causa di un malore fulminante.

Questo genere di “informazione” non è utile a nessuno: lo stile “sbattiamo il mostro in prima pagina” fa solo danni quando si basa solo su supposizioni, e in questo caso andavano attesi i risultati dell’autopsia. 

Anche se non colpevole, l’immagine della razza bull terrier rimane offuscata, e l’effetto di una notizia del genere può diventare devastante nei confronti di chi possiede questi cani.

La sensazione è che la gestione della stampa sia o tutta da una parte o tutta dall’altra, e quando si tratta di animali il fenomeno si amplifica, o sono eroi o sono mostri, a seconda di cosa succede.

La corretta informazione deve essere approfondita, e non superficiale come nella maggioranza dei casi, dive spesso gli animali subiscono violenze all’interno delle mura domestiche o maltrattamenti ambientali. Se un animale non è voluto, curato e non si sente parte integrante della famiglia, ha reazioni, e ogni errore viene strumentalizzato per discriminare invece chi gli animali li ama e li sa tenere.