L’insulinoma nel furetto

La dott. ssa Serena Sola ci presenta un articolo su una delle patologie del furetto.

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Che cos’e’ l’isulinoma

L’insulinoma è un tumore del Pancreas, molto più frequente nel furetto che in tutte le altre specie animali.

Tra tutte le neoplasie diagnosticate in questa specie, gli insulinomi hanno un’incidenza del 25%. I furetti che hanno superato i 5 anni di età sono molto più colpiti, anche se molto spesso la malattia insorge molto prima della comparsa della sintomatologia clinica.

Non sono dimostrate predisposizioni di sesso (alcuni studi riportano che i maschi sembrano essere colpiti leggermente di più).

In cosa consiste

Il pancreas ha prevalentemente due funzioni:

  1. Produce gli enzimi che servono per la digestione del cibo.
  2. Produce l’insulina che regola il livello ematico degli zuccheri. In particolare L’insulina viene prodotta da un gruppo di cellule dette “cellule β delle isole del Langerhans”. Tra le sue varie funzioni l’insulina facilita il passaggio del glucosio dal sangue alle cellule ed ha pertanto azione ipoglicemizzante (abbassa la glicemia).  Favorisce l’accumulo di glucosio sotto forma di glicogeno a livello epatico e inibisce la degradazione di glicogeno a glucosio. Il maggior stimolo per l’azione insulinica è dato da un pasto ricco di carboidrati semplici e povero di fibre, grassi e proteine.

L’insulinoma è caratterizzato da un malfunzionamento di queste cellule beta, che vanno fuori controllo determinando un aumento della produzione d’insulina. Come conseguenza dell’aumento dell’insulina si ha un calo repentino degli zuccheri nel sangue. Esattamente l’opposto di quello che si verifica in corso di diabete dove si ha una carenza d’insulina che si traduce in iperglicemia.

Alcuni studi dimostrano come i furetti alimentati con un eccesso di carboidrati nella dieta, sembrano essere più predisposti allo sviluppo dell’insulinoma per un’eccessiva stimolazione di produzione d’insulina con una conseguente iperplasia ghiandolare. Un’eccessiva stimolazione delle cellule beta del pancreas porterebbe a uno stato di “preinsulinoma” che può nel tempo degenerare a insulinoma. (ecco perche la dieta gioca un ruolo chiave sia nella prevenzione sia nella terapia di questa patologia.)

Quali sono i sintomi in corso d’insulinoma

Ovviamente i sintomi variano in funzione del caso. Nelle fasi iniziali i sintomi sono poco specifici e difficili da visualizzare in un proprietario non completamente attento. Semplicemente il furetto può avere dei periodi in cui sembra più stanco del solito, poco attivo. Un furetto in salute raramente ha dei momenti d’inattività, salvo che non stia dormendo. Questa mancanza di energie può essere un segno di un abbassamento del livello di glucosio nel sangue. Sintomi più tardivi sono legati a un aumento della produzione d’insulina;

  • Spossatezza
  • Perdita di appetito
  • perdita di peso
  • Vomito
  • Scialorrea
  • Perdita della forza nel treno posteriore (sintomo comune a molte altre patologie)
  • Tremori
  • Crisi convulsive che si possono aggravare fino al coma e alla morte.

Diagnosi

Come arrivare a una diagnosi d’insulinoma?

Prima di tutto è necessario fare degli esami del sangue completi con l’animale a digiuno da non più di 4 ore. Gli esami del sangue completi oltre che la glicemia mi permettono di controllare la funzionalità degli organi interni, per escludere la presenza o la contemporanea presenza (vista la specie) anche di altre patologie. Un livello di glucosio inferiore a 60 mg\dl è indicativo di un problema e deve essere ricontrollato. I glucometri umani tendono a sottostimare il normale valore del glucosio, è necessario aumentare di circa 20\30 mg\dl il risultato ottenuto per avere un valore realistico. Una volta che si ha il sospetto, si devono fare delle misurazioni ripetute. La presenza dei sintomi con un valore di glicemia sotto i 60 mg\dl e la risoluzione dei sintomi con la somministrazione di glucosio è molto suggestivo di questo tipo di problema.

L’ecografia mi permette di visualizzare il pancreas e di visualizzare, se di dimensioni sufficienti, i noduli pancreatici. Se non visibili può essere effettuata una tac con mezzo di contrasto per avere la certezza.

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Che cosa fare quando è stata effettuata una diagnosi d’insulinoma

  • Non andare in panico e lasciarsi guidare dal vostro veterinario senza ricorrere ai consigli di chi ci è già passato. Ogni caso è a se e va gestito in modo differente.
  • Prima di tutto sarà necessario modificare la dieta sia nella composizione sia nella frequenza dei pasti passando a una dieta ipocalorica e più ricca di proteine. La frequenza dei pasti va aumentata e le dosi ridotte, almeno fino a che non si stabilizza un po’ la glicemia.
  • E’ possibile fare una terapia medica che non è risolutiva, ma cura i sintomi: significa che va a tenere sotto controllo il livello di glucosio in modo da non avere più i sintomi legati all’ipoglicemia, ma non toglie il problema alla radice. La terapia medica consiste in una serie di farmaci che vanno utilizzati insieme o in associazione. La risposta ai farmaci è soggettiva e va testata nel tempo.
  • Terapia chirurgica: la terapia chirurgica consiste nella rimozione dell’isulinoma o degli insulinomi. Molto spesso si preferisce l’asportazione di un lobo pancreatico completo, anche se questo non significa che non possa ripresentarsi il problema poco tempo dopo. Chi decide di preferire la terapia chirurgica deve essere messo a conoscenza di questa eventualità e del fatto che la terapia chirurgica non esclude la necessità di una terapia medica.
  • Ultimamente si sta associando una chemioterapia sia alla terapia medica sia alla terapia chirurgica. Raramente questo tipo di tumore da metastasi ad altri organi (nel cane il comportamento è più maligno), più facilmente da metastasi nel pancreas. Nel caso di metastasi si localizzano ai linfonodi regionali, alla milza e al fegato.

Non esiste, soprattutto di fronte ad una patologia come questa una terapia migliore delle altre; va valutato in base al proprio animale la terapia più corretta:

  1. Le disponibilità economiche: la chirurgia è molto costosa e spesso non è risolutiva.
  2. La presenza di patologie concomitanti che possono rendere una chirurgia non praticabile o molto rischiosa.
  3. La facilità di somministrare i farmaci al mio furetto: non sempre accettano di buon grado le terapie e non sempre possono essere utilizzati gli stratagemmi usuali come i multivitaminici che, soprattutto nelle fasi iniziali possono causare problemi.
  4. L’età del furetto stesso

Trattamento degli episodi d’ipoglicemia acuti

Qualora si notino dei segni gravi riconducibili a uno stato di ipoglicemia, vanno somministrati degli alimenti ad alto contenuto proteico facilmente digeribili come l’Oxbow Carnivore Care o il Reactiva della Dinamys. Se invece il furetto si presenta in uno stato comatoso con convulsioni va applicato dello sciroppo di glucosio, una soluzione zuccherina o del miele a livello delle mucose orali. (fate attenzione se l’animale non è cosciente che potrebbe mordere). Ovviamente sono tutti interventi che precedono l’immediato ricovero in una struttura veterinaria dove sarà monitorato nel miglior modo possibile con terapia endovenosa.

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Siamo fatti cosiUna cellula per funzionare ha bisogno di energia sotto forma di glucosio. Il glucosio per passare dal sangue alla cellula ha bisogno d’insulina. L’insulina normalmente è secreta dal pancreas quando il livello di glucosio nel sangue (ovvero la glicemia) è troppo alto con la funzione di abbassare la glicemia.L’insulina è un ormone che, induce le cellule del corpo a immagazzinare il glucosio proveniente dai pasti. Il glucosio penetrato dentro la cellula, viene trasformato in una forma di “deposito” chiamato glicogeno oppure, se non utilizzato, è trasformato in grasso che si depositerà nelle cellule adipose. L’insulina “apre la porta” delle cellule al glucosio che proviene dalla digestione dei carboidrati.Perché il glucosio possa entrare nelle cellule, occorre la presenza dell’insulina e la perfetta efficienza del suo recettore, in altre parole la “porta” della cellula.L’insulina permette inoltre una costante utilizzazione del glucosio anche durante i periodi di fisiologico digiuno, in modo che agli organi, soprattutto al cervello, ne giunga sempre una quantità adeguata alle loro necessità. Infatti, le cellule B del pancreas producono in continuazione l’insulina, ma ne modificano le quantità secondo i pasti effettuati e del loro apporto in zuccheri.Quando mangiamo le cellule Beta avvertono dei segnali che le inducono ad aumentare la produzione d’insulina per 2 o 3 ore, tornando poi, nell’intervallo dei pasti e durante la notte, a una produzione costante ma minima, in modo che una piccola quantità di glucosio resti fuori delle cellule cioè nel sangue.