Le dinamiche del branco

12-11-2014 Federica-I furetti sono animali sociali e questo ormai lo abbiamo imparato con l’esperienza: amano stare in compagnia, dormire abbracciati e giocare insieme per ore fingendo lotte da veri professionisti. E abbiamo anche imparato che ci sono degli equilibri più o meno fragili all’interno di questi gruppi: infatti, l’inserimento o la morte di un furetto possono portare a veri e propri scompensi all’interno delle nostre famigliole pelose.

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Foto di Gabriella G.

Personalmente ho potuto conoscere diversi tipologie di gruppi di furetti, ma due sono sicuramente quelli a parer mio più significativi: i gruppi “aperti”, nei quali gli inserimenti sono semplici poiché qualunque furetto entri in casa viene accolto come un vero fratello, e i gruppi “chiusi”, dove gli inserimenti sono sempre difficoltosi.

Il mio gruppo di furetti si avvicina maggiormente al gruppo “chiuso”: in casa mia c’era un capobranco assoluto, Marcus, che all’arrivo del 4° furetto ha apertamente dichiarato guerra ad ogni altro furetto che avrebbe varcato la soglia di casa. Lui era il vero capobranco, con un’influenza totale sugli altri tre. Ho potuto notare, negli anni, come abbia ad esempio insegnato a Hiro a “difendere il territorio”. Non era insolito osservarli in scorribande nei confronti dei malaugurati ospiti tenuti al riparo in gabbie o playpen, durante i quali in prima linea c’era lui, il capo, e a due passi di distanza poco più indietro, un Hiro che copiava pedissequamente ogni sua mossa. Così tanto capo che quando era stato confinato in playpen in seguito ad un intervento gli altri tre avevano completamente smesso di giocare per poi ricominciare solo al suo ritorno in libertà.

Quando Marcus ci ha lasciato il mio gruppo è rimasto senza un capobranco: non ve ne era bisogno, i due vecchietti conducevano vita propria e Hiro controllava sornione che ogni cosa fosse sotto controllo. Ma poi quest’estate è arrivato Maki, cucciolo di due mesi, esuberante come solo un cucciolo di furetto sa essere, e in casa mia c’è stata una vera e propria rivoluzione: Hiro si è sentito in dovere di assumere la carica di capobranco, difendendo gli altri dalle angherie di questo mostriciattolo saltellante e soprattutto facendogli capire chi è il capo. Anche se devo dire che le differenze con Marcus erano evidenti, un esempio: quando arrivò Hiro, Marcus non lo accettò subito e provò letteralmente ad ucciderlo. Io seguii tutti i consigli del buon inserimento, quindi primo incontro in ambiente neutrale, cibo buono per entrambi, ecc. E mente il piccolo Hiro si gustava la sua razione di cibo Marcus, ignorandola, gli si avventava contro.

La medesima strategia è stata adoperata anche per l’inserimento di Maki e Hiro, ed è stato curioso osservare come Hiro, prima di avventarsi su Maki, abbia finito attentamente tutto il cibo presente nella ciotola.

E’ sempre interessante scoprire ed osservare queste dinamiche: abbiamo tutti sentito parlare di furetti che si disperano alla morte del loro compagno di vita e di giochi e altri che invece non se ne accorgono nemmeno. Credo che ognuno di noi abbia la propria storia da raccontare (se volete fatelo!!!), le proprie dinamiche di branco, perché ogni furetto è sempre un mondo tutto da scoprire!