La legittimità di disfarsi dei propri animali

3.10.17 Cinzia-Una notizia sconvolgente arriva dalla Svizzera: la Confederazione ritiene legale la possibilità di “liberarsi” dei propri animali domestici quando non più voluti portandoli direttamente allo zoo… Dove saranno uccisi e dati in pasto agli animali carnivori residenti al parco, come grandi felini, rapaci e similari.

“Non vuoi piu’ il tuo cane? Portalo a noi che sappiamo cosa farne. “

Da restare inorriditi e senza parole, e non so esattamente chi sia il peggiore, se i latori della legge, cioè lo stato, gli zoo che incitano questa attività per risparmiare sul cibo, o la gente che pur di scaricare il problema utilizzano questa terribile scorciatoia. Eppure guai a criticare! Guai davvero. Perchè la questione morale non viene minimamente presa in considerazione. E poi attenzione a chi critica i cacciatori! Giammai! In quanto chi frequenta il macellaio non è migliore di un cacciatore che al contrario si assume la responsabilità dei propri  consumi, procacciandosi il cibo per mano del suo fucile e benedetto dalla legge che lo consente per tenere in equilibrio il numero degli ungulati presenti sul territorio tale attività.

Iniziamo da un dato: gli animali randagi recuperati e ricoverati in un rifugio, per lo più gestito da volontari, costano, ed è un peso che grava sulla comunità che comincia a essere sempre più elevato.

Che la Svizzera sia un paese pronto alle soluzioni pratiche, lo sappiamo, è anche il paese in cui è possibile ricorrere alla morte assistita in caso di malattia terminale, ma ritengo che legalizzare questa orribile pratica legittimi azioni criminali nei confronti degli animali che sono sempre di più considerati alla stregua di oggetti.  

Mi spiego meglio: se la legge continua a considerare l’animale domestico come un bene materiale, non ne usciremo mai più fuori. Chi abbandona perchè non vuole prendersi carico di un famigliare peloso per i motivi più disparati, deve essere punito dalla legge. Giustificare l’abbandono vuole dire legittimarlo. Un microchip identificativo, non basta. E’ sicuramente un primo passo, ma ci vuole ben altro, come l’introduzione degli animali domestici nello stato di famiglia e delle anagrafi comunali, quindi statali,  seguite, aggiornate e controllate.

Pare che gli zoo elvetici ricevano almeno 5 richieste di soppressione di animali domestici alla settimana. Peraltro si scopre sempre di questo paese un dato sconcertante, come che il consumo di carne di animali domestici è consentito, cioè è legale catturare cani e gatti e mangiarli.

Abbiamo memoria di come, in tempo di guerra, l’umanità per sfamarsi abbia fatto ricorso anche agli animali domestici, ma si parla di tempi molto diversi, dove le priorità erano altre. Attualmente di cibo ne abbiamo talmente tanto e di tutti i generi che non è assolutamente necessario catturare gatti o cani per il consumo. 

Comunque, le associazioni animaliste non ci stanno e vogliono far sentire la propria voce in tutela degli animali, e fermare iniziative pericolose e illeggittime di persone prive di morale.

Senza dover attaccare i parchi faunistici o gli zoo, mi auguro che in Italia questo non accada e che gli enti gestori di queste strutture, per nutrire gli animali carnivori residenti, utilizzino carni destinate all’alimentazione generale, e che questa pratica in Svizzera venga immediatamente fermata.