Intervista al dottor Grazioli di OSA, Oltre la Sperimentazione Animale

15.2.17 Cinzia- La sperimentazione di farmaci, terapie e altri tipi di studi  sugli animali è una materia che da tempo immemore divide l’opinione pubblica e altrettanto il mondo scientifico.    Eticamente, l’idea di utilizzare animali, farli ammalare e dopo ucciderli anche in funzione di combattere e vincere terribili malattie, non è più pienamente condivisibile. Di parere diverso è la categoria di persone che colpita da patologie rare, che attende con ansia di poter disporre di una cura, di un rimedio che consenta una vita normale.   Ma questa sperimentazione sugli animali serve davvero per gli esseri umani? Esiste un’alternativa? E se esiste, perché non viene utilizzata? Forse per non ledere gli interessi delle Lobby che producono animali in serie destinati a questo mercato?   Per avere le giuste risposte incontriamo il Dottor Oscar Grazioli, Medico Veterinario e membro dell’associazione O.s.a. – Oltre la Sperimentazione Animale, nostro ospite e qui per fare chiarezza.   

osa

Buongiorno Dott. Grazioli e grazie per la sua disponibilità; riteniamo sia necessario chiarire e dire la verità  su questo argomento che suscita reazioni ed emozioni spesso contrastanti. Ci racconti innanzitutto la mission di OSA.   Buongiorno e grazie e a voi per l’interessamento. Oltre la Sperimentazione Animale nasce dalla conoscenza di alcuni medici, veterinari e biologi che si è poi conformata in una mailing list. Dopo qualche mese di scambi d’opinione è venuto spontaneo creare una vera e propria associazione onlus che portasse avanti la battaglia contro la sperimentazione animale non tanto dal punto di vista etico, ruolo già ampiamente “ricoperto” dalle associazioni animaliste, ma dal punto di vista strettamente scientifico.   Sia chiaro che il punto di vista morale sta a cuore anche a noi, ma quello che manca, in Italia, è la contrapposizione ai cosiddetti “pro-test” (i favorevoli alla sperimentazione animale) sul piano della scienza. Per questo nasce O.S.A., il cui gruppo dirigente è formato esclusivamente da laureati in discipline scientifiche. Abbiamo poi scelto il termine “Oltre” anziché “Contro” perché noi lavoriamo nell’ottica di un superamento della sperimentazione animale attraverso l’uso di modelli sostitutivi già oggi ampiamente fruibili.   Un ultimo doveroso chiarimento: a O.S.A. si può iscrivere chiunque, anche chi ha fatto le elementari, ma è chiaro che avrà un ruolo diverso (ma non meno importante) rispetto allo scienziato che si contrappone, durante un dibattito pubblico, al pro test di turno.

Storicamente parlando, quando nasce ufficialmente la sperimentazione sugli animali? 

La dissezione degli animali, ma anche degli uomini durante l’imbalsamazione, per conoscenze anatomiche, nasce in tempi antichissimi. Dai Babilonesi ai Greci, fino ai crudeli esperimenti di Galeno, è tutto un fermento, in parte giustificabile dalle scarse o sbagliate conoscenze dell’anatomia animale e umana. Ovvio che gli animali erano più “semplici” da utilizzare come cavie per motivi religiosi, ma non sempre i dati venivano estrapolati all’uomo, riconoscendo, già allora, differenze abissali tra i vari organismi. Possiamo dire che il “fulgore” della sperimentazione animale viene raggiunto prima da Cartesio (“Gli animali non provano dolore più delle macchine”) e dal tristemente noto Claude Bernard. Dall’800 ai giorni nostri la sperimentazione animale, nel tentativo di risolvere i problemi umani, raggiunge l’apice della sua triste ascesa.

Ai giorni nostri esistono delle leggi e degli organi di vigilanza che regolano l’uso degli animali per la sperimentazione? Questi criteri vengono applicati?

Certo, esistono delle leggi formalmente a tutela del benessere (si noti l’ossimoro) delle cavie che vengono sottoposte a vivisezione. Sono leggi che fanno acqua da tutti i buchi (e sono tanti): si pensi solo che, per determinati esperimenti (e non sono pochi) è ancora concesso di non usare anestetici e analgesici. Si pensi solo che, ostentando il segreto aziendale, noi non possiamo ottenere i protocolli di sperimentazione se non per vie “all’italiana”.

Un veterinario deve sorvegliare, per legge, questa tutela del benessere delle cavie. Il problema serio è che gli stabulari (dove sono alloggiate le cavie) e i laboratori dove si effettuano gli esperimenti, sono dei veri e propri bunker dove possono entrare solo le forze dell’ordine come i NAS, che ovviamente si muovono se ci sono segnalazioni serie. E chi fa queste segnalazioni serie se i laboratori sono dei bunker atomici?

Consultando la vostra pagina facebook abbiamo potuto ascoltare alcune testimonianze di chi sta soffrendo e aspettando una risposta concreta, e che dalla sperimentazione animale, che su certe malattie come la SLA (Sclerosi Multipla Amiotrofica) non è utile, non otterrà; quindi perché si continua e quali sono le alternative?

La quasi totalità degli studi sulle gravissime malattie neurodegenerative o tumorali si basa su quella che il compianto Professor Pietro Croce, insigne patologo scomparso qualche anno fa che ho avuto l’onore di frequentare, definiva “un tragico errore strategico”. Come possiamo pensare di ottenere il farmaco che sconfigge l’Alzheimer studiando questa malattia su specie che non ne sono colpite? I risultati sono davanti agli occhi di tutti. Zero passi avanti. E si continua a creare “modelli di Alzheimer” artificiali nei ratti sperando di trovare la risposta ad una malattia tipicamente umana. Pura follia. Nel frattempo i malati di Alzheimer e i loro familiari attendono l’elisir di Dulcamara dagli sciamani della sperimentazione animale. Le alternative ovviamente sono nello studio della malattia sulla specie che ne è colpita, l’uomo, attraverso analisi statistiche degli stili di vita, mediante le più sofisticate tecniche di diagnostica per immagini, le tessuto colture, gli organi artificiali e infine attraverso la sperimentazione direttamente sull’uomo. Tanto, dopo avere ottenuto informazioni completamente errate dai topi, di lì bisogna necessariamente passare. E spesso è un totale fallimento.

Parlando da un punto di vista pratico, senza gli animali i costi della sperimentazione sarebbero più bassi?

Difficile fare una simile analisi, quando il 99% dei finanziamenti vanno alla sperimentazione animale; tuttavia, penso che anche economicamente i costi sarebbero inferiori. Ma anche se fossero superiori, bisognerebbe mettere in conto gli enormi benefici di avere farmaci sicuri ed efficaci contro malattie che hanno costi esorbitanti e provocano tragedie quotidiane in tutto il mondo.

Parlando di furetti, animali che noi amiamo molto, ma purtroppo predisposti alla malattia spesso neoplastica soprattutto nell’ultima parte della vita, siamo consapevoli che sono purtroppo utilizzati per la sperimentazione: può dirci per quali malattie?

I furetti sono utilizzati nella sperimentazione animale per le malattie cardiache, cerebrali e digestive (specialmente neoplastiche). Avendo poi un ciclo mestruale simile (non uguale) a quello femminile, vengono usati anche nella ricerca sulle malattie riproduttive. Infine sono usati per lo studio dei virus influenzali.

Con che criteri vengono scelti gli animali destinati alla sperimentazione?

Con un criterio che è quanto di più anti scientifico ci posa essere: devono essere piccoli, facili da maneggiare e costare poco. Che poi siano lontani anni luce dall’anatomia e fisiologia dell’uomo, questo ha poca importanza ovviamente.

Voi di O.S.A. come operate, e di che tipo di sostegno avete bisogno oltre le offerte in denaro?

Per il momento creiamo eventi scientifici, come già avvenuto a Modena, Padova, Milano e, quando riusciamo a ottenere i protocolli di sperimentazione, li demoliamo sul piano scientifico come è accaduto per l’esperimento sui macachi dell’università di Modena, animali che sono stati poi liberati grazie anche al nostro contributo scientifico. Il 15 marzo 2017 a Roma ci sarà un convegno nazionale di grande importanza per la fama dei relatori e un altro con un relatore di fama mondiale è in gestazione. Nel 2017 organizzeremo poi la Giornata del Colibrì (il nostro simbolo) per raccogliere soci, sostenitori e fondi. Speriamo nella partecipazione della nostra madrina: Franca Valeri.

Ringraziamo il Dottor Oscar Grazioli per il suo tempo e per l’importante e autorevole contributo che ha voluto condividere con noi. 

Per maggiori informazioni sulle attività di OSA qui il link al sito.