Intervista a Marie Bartholdsson

31-3-2016 Cinzia-Marie Bartholdsson è molto popolare nel mondo dei furetti, non solo tra gli allevatori, ma anche tra i proprietari di furetti: una fama dovuta in particolar modo all’età raggiunta dai suoi soggetti.

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Marie ha iniziato ad allevare nel 1988 ed ha smesso circa sei anni fa, anche se ci confessa che potrebbe avere un’altra cucciolata prima o poi. I suoi animali vivono in un ambiente esterno ricreato su misura per loro, un vero e proprio habitat naturale per furetti “di un certo tipo” che probabilmente per vigore e abitudini non si possono considerare veri e propri “pet” , ma che riescono però a raggiungere età impensabili per i nostri, come i 13 e anche i 14 anni.

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Marie si è mostrata più che disponibile a rispondere in modo dettagliato alle nostre domande, direttamente dalla Svezia.

Ciao Marie, penso tu sappia di quanti siano ormai i tuoi seguaci nel mondo dei furetti, anche se sfortunatamente per noi non sembra essere facile avere lo stesso successo con i nostri animali, sia per quanto riguarda il loro vigore fisico che in particolare per la loro longevità. Questi i principali motivi per cui ci piacerebbe sapere di più su di loro ma anche sulle tue idee, sulle modalità di allevamento e ovviamente sui tuoi successi!

Sappiamo che hai ogni tipo di attenzione per loro e per il loro stile di vita: mi riferisco all’alimentazione, all’attività fisica che fanno, all’habitat in cui vivono, alla selezione dei riproduttori, ecc. Se dovessi racchiudere in poche parole cosa hai imparato durante questa tua esperienza, quale pensi sia il segreto della longevità dei tuoi furetti? Il cibo? Il fatto che vivono all’aperto e fanno anche molta attività fisica? La genetica? Sappiamo che hai anche una cura particolare della loro intelligenza e quindi della loro attività mentale.

Senza dubbio una buona dieta e buone condizioni di vita sono fattori di importanza cruciale, e quando queste esigenze vengono soddisfatte, la genetica è il restante fattore più importante nel determinare la probabilità di buona salute e longevità. Prendendovi cura del vostro furetto, fornendogli cibo sano e un ambiente appropriato e stimolante, gli darete le migliori possibilità di raggiungere il suo pieno potenziale che è in ultima analisi, deciso dal suo corredo genetico.

Parliamo della dieta: sappiamo che nutri i tuoi furetti principalmente con prede intere, di che tipo? Solo prede o anche pezzi di carne fresca o scongelata? Usi vitamine, taurina o parti come cuore bovino, cervello o polmoni di altri animali? E quante volte al giorno dai loro da mangiare? Pensi inoltre che piccole dosi di frutta o verdura possano essere utili o deleteri nella dieta?

La maggior parte della loro dieta è fatta di ratti e topi (già uccisi, io non do prede vive). A questi si aggiunge una serie di altri piccoli roditori come criceti, gerbilli, porcellini d’India, ecc., a seconda di ciò che è disponibile. Mangiano anche conigli interi (quelli più grandi vengono tagliati in pezzi più piccoli) e vari tipi di carne, come pollo, maiale, piccole quantità di manzo, agnello, alce ecc. La carne viene servita in pasti equilibrati che includono le diverse parti dell’animale, comprese le ossa e le cartilagini. A volte trito le ossa più grandi fino a ottenere “una pappa di ossa fresche”. Fegato e cuore sono regolarmente inclusi e per esempio mangiano cervello di coniglio.

Quasi tutto ciò che i miei furetti mangiano è fresco, ma do anche prede e carne precedentemente scongelati. Somministro loro regolarmente vitamine, minerali e taurina, il tutto equilibrato al resto della dieta e in base alle necessità individuali. Uso integrare anche con piccole quantità di olio di pesce. Ho dato in passato piccoli pesci interi, ma adesso lo faccio raramente. Uova crude in quantità moderata fanno parte regolarmente del menù.

La maggior parte dei miei furetti mangia una volta al giorno, una quantità di carne sufficiente per durare loro circa 24 ore. La stessa potrebbe essere divisa in due pasti, mattina e sera, quando il clima è caldo o nel caso sia più adatto al tipo di cibo che sta per essere servito. Alcuni furetti fanno tre pasti al giorno; è tutta una questione di esigenze individuali.

Non credo che frutta e verdura siano utili nella loro dieta e penso che possano essere potenzialmente pericolose a seconda del tipo e della quantità. Le puzzole in natura sono state viste mangiare piccole quantità di bacche stagionali: questa potrebbe essere stata una fonte di nutrimento alternativa quando il cibo scarseggiava in natura o un modo per aiutarle a mettere su peso prima dell’inverno, oppure potrebbe essere stata semplicemente curiosità; in ogni caso, solo piccole quantità e per un periodo limitato di tempo. Ho lamponi e mirtilli fuori nei recinti che i furetti possono mangiare in autunno se vogliono, ma che io sappia, non hanno mai mostrato alcun interesse verso di loro o qualsiasi altro tipo di alimento di origine vegetale.

Lo stomaco delle prede contiene sostanze vegetali in varie fasi di digestione. Penso che sia perfetto per un furetto, se ha voglia di mangiarselo. La maggior parte dei furetti ben nutriti non ne avrà in quantità significative, almeno non l’intero stomaco e l’intestino delle prede più grandi. Io sono solita togliere l’intestino dei ratti dal momento che nessuno dei miei furetti ne ha mai voluto sapere. Rimuovo anche alcune porzioni di intestino di prede più grandi.

Stile di vita e attività fisica. I tuoi furetti hanno uno stile di vita molto buono e salutare anche per l’ambiente naturale che hai ricreato ed hanno a disposizione. Credo quindi siano animali fisicamente molto attivi. Sei solita stimolare la loro attività quotidiana in qualche modo o vivono completamente a modo loro? Quante ore al giorno passano giocando o scavando fuori e quante all’interno? Cacciano? Potresti raccontarci la loro giornata tipo? I nostri furetti tendono a dormire tanto… forse troppo!

Sono indubbiamente abbastanza attivi, ma come ogni furetto sono soliti riposare regolarmente e nella prima metà della giornata sono portati per natura a dormire, a meno che non stia accadendo qualcosa di più interessante intorno. Anche se saranno più attivi durante il resto del giorno, soprattutto d’estate, il momento in cui si svagano di più è di gran lunga nelle ore serali e in quelle precedenti la notte fonda. Durante il resto della notte tendono a dormire. Inoltre, nei mesi estivi sono molto più vitali che in inverno.

Come per tutto il resto, cerco di gestire il loro esercizio fisico e tempo di svago in base alle loro esigenze individuali. A Tesla, per esempio, non piace molto stare fuori così passa più tempo nella “Ferret Room” e in altre aree all’interno della casa. Anche alcuni dei miei furetti anziani trascorrono più tempo all’interno, in particolare durante l’inverno: Larven ha bisogno di interagire molto con me, e non ama essere lasciato fuori per troppe ore o durante la notte, mentre Tephra non è molto felice dentro e preferisce star fuori il più possibile. Lei e le sue sorelle stanno fuori quasi tutto l’anno (ma hanno accesso a un piccolo spazio interno non riscaldato). In inverno la maggior parte dei miei furetti trascorre il giorno fuori e la notte dentro, ma nelle giornate molto fredde posso preferire tenerli dentro, mentre nei giorni più caldi gli sarà permesso di restare fuori sia di notte che di giorno. Durante l’estate, la maggior parte di essi, tranne poche eccezioni, sta fuori quasi tutto il tempo. Le loro esigenze individuali cambiano lievemente durante l’intero anno, perciò quello che faccio esattamente è muovermi di conseguenza. In ogni caso non stanno mai in gabbia.

Anche lo spazio più interessante diventerà noioso se i furetti devono stare lì tutto il tempo, così sono solita spostarli tra i due recinti all’aperto e le aree interne. Cerco di inventarmi e aggiungere cose nuove per fornire un arricchimento regolare, interagisco con tutti i miei furetti ogni giorno, ma per la maggior parte sono più presi dalle proprie attività. Più raramente mi capita di prendere un furetto per una passeggiata al guinzaglio.

Essi non cacciano ad eccezione di alcuni coleotteri e talvolta altri insetti che trovano fuori nei recinti.

Come selezioni i tuoi riproduttori? Quali sono secondo la tua opinione le caratteristiche più importanti, quelle che un tuo riproduttore deve avere?

In realtà non allevo più. La mia ultima cucciolata è stata nel 2010, e l’ultima volta che ho venduto i cuccioli è stato pochi anni prima. E ‘ possibile che allevi di nuovo, ma oggi lo farei solo per me stessa, vale a dire tenendomi tutti i cuccioli.

L’unica e più importante qualità per me è una buona salute. Di conseguenza questo è il requisito indispensabile per quello che io chiamo an original type, un tipo originale: un furetto che in sostanza ha un aspetto e una struttura in qualche modo simile al suo antenato, la puzzola europea. A volte, queste due qualità tendono ad andare di pari passo, anche se non è sempre detto. Oltre questo non vado troppo nei dettagli, preferisco un aspetto generalmente ben proporzionato e buone capacità fisiche.

Una discriminante per me sarebbe tutto ciò che comporta un grave problema di salute, evidenti difetti ereditari o problemi riproduttivi. A volte può essere difficile tracciare una linea assoluta: un animale con un problema minore di qualche tipo potrebbe comunque essere un buon candidato per la riproduzione in una situazione specifica. Ma, come regola generale, penso che si dovrebbe sempre lottare per una buona o miglior salute, una capacità riproduttiva normale, una buona mentalità, ed evitare gli estremi nella struttura, colore, mantello e macchie.

Come hai organizzato il tuo lavoro? Intendo come gestisci i riproduttori e i piani di allevamento?

Solitamente non allevavo più di una cucciolata all’anno, a volte neanche quella (con un paio di eccezioni). Avrei voluto tenere il maggior numero di cuccioli possibile. Allevavo sostanzialmente una linea “diretta” (una sola eccezione di “outbreeding”) discendente dal mio primissimo furetto, Trixie: l’obiettivo finale era un furetto che assomigliasse a una puzzola, al tipo originale di cui ho accennato in precedenza, così come la gioia di tenere una linea dalla mia amata Trixie. Mi capitava spesso di sceglierne solo uno, un maschio o una femmina, da ogni generazione per portare avanti la linea. Ogni “diramazione” al di fuori da quella avrebbe rappresentato un vicolo cieco, per così dire. In passato ero solita sterilizzare le femmine quando diventavano vecchie, mentre i maschi venivano castrati solo per motivi pratici o clinici. Gli attuali invece sono tutti interi e saranno sterilizzati solo se necessario. Le femmine vengono fatte uscire dal calore una volta, o più raramente due, a stagione. Questo, tuttavia, non è qualcosa che mi sento di consigliare al “proprietario medio”.

Non vendi i tuoi furetti. Perché? Pensi che non siano adatti per i proprietari comuni o per altre ragioni?

Con la cucciolata del 2004 ho più o meno realizzato il mio obiettivo: un furetto che fosse quanto più simile a una puzzola. Già negli ultimi anni precedenti a quello, avevo cominciato a perdere un po’ di interesse per l’allevamento, il successo di quella cucciolata mi aveva dato la sensazione di aver raggiunto il mio obiettivo e non avevo più molto su cui lavorare. Inoltre, ho sempre trovato difficile vendere i cuccioli perché mi attaccavo molto a loro, e anche trovare buone case, definitive per loro, non era altrettanto facile. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la tragica fine di tutti e quattro i furetti che ho venduto di quella ultima cucciolata. Quell’incidente in particolare è stato veramente troppo per me, quando già ero combattuta nella mia scelta sul continuare ad allevare o no. Decisi quindi di smettere di vendere i cuccioli, e più tardi di smettere di allevare regolarmente. Sono soddisfatta della mia decisione oggi, potrei allevare di nuovo una cucciolata solo nel caso a un certo punto lo volessi, ovviamente, tenendomi tutti i cuccioli. Non mi considero più un allevatore in quanto tale, ho anche smesso di prestare i maschi per monte esterne. L’unica eccezione ad oggi è stata fatta per un mio buon amico di vecchia data, a cui ho dato dei cuccioli e ho prestato anche il mio maschio, ma nessuno di questi cuccioli sarà mai venduto.

Com’è il loro carattere e quindi il tuo rapporto con loro?

Ho un rapporto stretto con tutti i miei furetti anche se alcuni sono molto più legati a me. Negli anni precedenti ho avuto furetti che erano facili da gestire più o meno per chiunque, rispetto a quelli che ho adesso e che sono molto più esigenti. Negli ultimi anni, ho preso anche furetti in cerca di casa semplicemente perché troppo difficili da gestire per “il proprietario medio”.

Perché hai deciso di dedicarti a questo “hobby”? Si tratta di qualcosa legato ad esempio ai tuoi studi o al lavoro, o è semplicemente passione?

Ho sempre avuto una passione per tutti i tipi di animali, per quelli selvatici e per la natura. Mia madre mi ha detto che notarono la mia passione per gli animali già nella culla… quindi è sempre stata lì. Il fatto che i furetti siano entrati nella mia vita in realtà è una pura coincidenza, in cui sono stata molto fortunata! Non ho alcuna istruzione formale sugli animali.

Quali sono i principali motivi di decesso dei tuoi furetti? E quali esami o visite di routine fanno?

Il mio primo furetto, Trixie, fu soppresso tramite eutanasia perché epilettico, ma la causa degli attacchi non fu mai trovata, nonostante i numerosi esami; uno dei miei primi maschi morì per un tumore addominale e ce ne sono stati anche altri 2 con tumori (al petto di Cleo e l’adenocarcinoma del prepuzio di Novian e Phoibos con una ostruzione gastrica benigna). La maggior parte dei furetti appartenenti alle prime generazioni sono morti a circa 7-9 anni di età ed erano spesso problemi visibilmente geriatrici, mentre i vecchietti più recenti sono invecchiati meglio e la longevità è in media migliorata.

Ho avuto diverse perdite per ciò che si potrebbe chiamare “vecchiaia”, dove dalla necroscopia non è stata identificata una singola e specifica causa, ma un calo generale di più organi. In diverse altre occasioni, sono deceduti con un certo tipo di insufficienza cardiaca dovuta all’età, spesso piuttosto all’improvviso.

Non ho avuto alcun furetto all’interno della linea che ha sviluppato l’insulinoma o che si è ammalato ai surreni, ma ho avuto un maschio albino (trovato abbandonato) morto di insulinoma all’età di circa 8 anni e mezzo. Aveva mangiato crocchette per anni prima della sua malattia. Mischa invece, una femmina appartenente alla linea, morì di linfoma a 8 anni.

Il mio furetto più vecchio in assoluto, Svarta, una femmina, è morta di polmonite a 14 anni, probabilmente il suo sistema immunitario era indebolito dall’età, così come la sua capacità fisiologica. Il mio più vecchio in questo momento invece è Saga, 13 anni, la figlia di Svarta, e a lei è stata recentemente diagnosticata un’insufficienza cardiaca. Ne ho anche persi diversi per ECE quando questa brutta infezione colpì la nostra casa.

Non faccio regolari controlli medici presso i veterinari, ma i furetti ricevono cure mediche professionali se si ammalano, si feriscono o se ho il sospetto che qualcosa non vada.

Se dovessi darci i tuoi miglior consigli?

Amate i vostri furetti ed imparate a prendervi cura di loro nel miglior modo possibile. I furetti sono un grande impegno! Provate a dare ai vostri furetti uno stile di vita sano e naturale.

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Ringraziamo ancora Marie per la sua disponibilità; se volete saperne di più su di lei ecco le sue pagine

trickytrixie.tripod.com

facebook.com/mariesferrets