Il parto della furetta: il cesareo

25-1-2016 Cinzia-La furetta di norma partorisce in modo naturale e, se non ci sono imprevisti, in poche ore è già in allattamento; ma se qualcosa non va per il verso giusto dobbiamo essere preparati anche a ricorrere ad un eventuale taglio cesareo.

Può accadere, soprattutto nelle cucciolate numerose, che qualche piccolo mal posizionato o più grosso degli altri non riesca a passare e blocchi il passaggio ai  fratelli.

L’ecografia fatta in gravidanza non può stabilire il numero esatto di cuccioli,  sappiamo che  il parto è finito quando la furetta si mette ad allattare e comincia ad assumere liquidi.

Al contrario se notate che non allatta, e invece di bere o nutrirsi vomita, non dovete perdere tempo, va portata immediatamente in clinica veterinaria.

Nel caso sopracitato il veterinario accerterà mediante ecografia la presenza di furetti ancora nell’utero e, prima di effettuare l’intervento, stimolerà altre contrazioni attraverso un’iniezione di ossitocina (un ormone che viene adoperato come terapia per stimolare le contrazioni uterine); se anche con questa procedura non si risolve, si dovrà provvedere al taglio cesareo.

La garanzia di successo in questa operazione è direttamente proporzionale al tempo di reazione, quindi è fondamentale agire subito.

Il taglio cesareo, se correttamente eseguito, è un’operazione veloce che non danneggia l’apparato riproduttivo: da questa operazione la furetta ne deve uscire indenne e con gli organi riproduttori a posto,  attivi per l’anno successivo.

L’intervento tempestivo del veterinario può salvare diverse vite, perciò con la massima attenzione, per quanto possibile, dobbiamo seguiamo il parto e restare in contatto con il nostro veterinario fino a operazione conclusa, dopo di che sorvegliate ancora la furetta per verificare comportamenti  anomali.