Il furetto è geloso?

24-11-2014 Cinzia-Spesso mi confronto con persone che del furetto non sanno molto e ne parlano utilizzando luoghi comuni:  le prime domande sul furetto da parte di chi non li conosce sono “ma puzza?”, “è vero che morde?”; per fortuna non è sempre così, le curiosità spaziano anche su argomenti più concreti del tipo “si affeziona al proprietario o alla famiglia?” e “si sa relazionare con le persone?”.  

Abituati ai cani, che manifestano più apertamente i sentimenti positivi o negativi, sul furetto ci sono diversi punti di vista: che sia un’animale che si affezioni non c’è dubbio, che soffra senza il riferimento umano abituale anche, che possa essere geloso anche, ma in realtà non si può dividere la vita sentimentale del furetto in bianca o nera, rientra nel suo essere mammifero.

Il furetto può diventare geloso, volte anche molto, sia con i suoi simili che con le persone, e le modalità di manifestazione cambiano a seconda del soggetto e anche dell’età.

I cuccioloni sono gelosi di tutti e pretendono l’attenzione massima, sono i primi a voler mangiare, se non che i più anziani ricordano ai più piccoli chi comanda e li pregano gentilmente di mettersi in coda, i cuccioloni vogliono essere sempre al centro dell’attenzione. Alcuni furetti vivono la gelosia in maniera più introspettiva, mettendosi da parte ad osservare cosa succede: i furetti, come bambini piccoli soffrono i nuovi arrivi, che siano animali o umani, lo sentono, il giovane sarà sottomesso dagli adulti, e il più anziano manifesterà una certa intolleranza. Come accorgersi se il vostro furetto prova gelosia? Osservate mentre vi prendete cura di altri, di vostro figlio, moglie o marito, o altro animale… alzerà il musino e non vi perderà di vista un minuto fino a quando non vi occuperete di lui.   Da spettatrice, osservai una mia cara amica con il suo bambino in braccio: i suoi furetti sono rimasti all’erta fino a quando il piccolo non è rientrato nella sua culla e la mamma umana è tornata finalmente a disposizione. Il furetto non è un’animale che ha necessità di coccole continue, è piuttosto sicuro di sè e dell’affetto che ha intorno, ma questa sicurezza viene meno nel momento in cui i riferimenti umani sono presi da altri soggetti, che siano altri animali o umani è lo stesso.   Di letteratura circa la gelosia animale ne abbiamo a profusione, ma penso si possa convivere benissimo con questa eventualità a patto che la si riconosca a la si sappia gestire, il tempo è comunque un buon consigliere, ma è comunque prudente non alimentare troppo questo sentimento, e avendo più di un’animale l’attenzione andrebbe distribuita su tutti, anche su quello più timido o apparentemente non interessato a relazionarsi. Con i bambini piccoli l’attenzione è moltiplicata, l’arrivo di un figlio destabilizza per i primi tempi qualunque famiglia, gli animali percepiscono subito il grande cambiamento che sarà irreversibile: possiamo dire che il furetto è un neonato perenne e può vivere il suo fratellino umano come un rivale in affetto, quindi ecco che la situazione va monitorata e controllata per evitare che i bambini piccoli possano essere presi di mira dal peloso di casa.   I miei furetti salvo qualche eccezione, hanno sofferto di un po’ di gelosia in occasione dei nuovi arrivati: la mia furetta Tabatha, incapace di comunicare i suoi sentimenti, era quella che soffriva in silenzio e purtroppo il suo carattere schivo le impediva di vivere una vita affettiva nella sua completezza, privandosi delle nostre coccole. Spesso ci siamo chiesti se fosse veramente felice e soprattutto se aveva attaccamento a noi, la risposta arrivò solo il giorno della sua morte: la sua vita era nella cuccia da qualche giorno, sebbene volesse ancora acqua e cibo, ma quella mattina non ne volle e ad un certo punto la vidi alzarsi e venire da me, io la presi e lei mi diede alcune leccate al dito, cosa che non era solita fare, e lì per lì fui contenta perché mi illusi che si stesse riprendendo, quindi tornò a cuccia e dopo poco il suo cuore smise di battere.   Ancora oggi quando ci penso mi vengono le lacrime agli occhi, perchè quel gesto di congedo, fu la dimostrazione che lei a modo suo ci ha voluto bene, e che negli animali non vi è mai nulla di scontato.