Cura del furetto: principali differenze tra Europa e Stati Uniti d’America

19-1-2015 Cinzia-Negli Stati Uniti d’America il furetto è il terzo animale da compagnia; ciò significa che è arrivato nelle case, e quindi in famiglia, prima che in Europa: infatti le nozioni circa la cura e gestione sul furetto le abbiamo ricevute  proprio dagli Stati Uniti. Teniamo presente che il furetto comunque si è diffuso come pet in Europa, e soprattutto nell’Est Europeo, in maniera abbastanza massiccia, ma possiamo dire che la presenza in tutto il territorio europeo sia significativa e palpabile.

Ma come si è evoluta la cura del furetto in entrambi in territori?

Ecco che Bob Church, biologo, antropologo e zoo-archeologo, riceratore specializzato e competente sul furetto, attraverso i suoi numerosi viaggi fuori dagli Stati Uniti, incontrando centinaia tra proprietari e furetti, ha potuto effettuare  un’indagine sulle differenze di gestione tra i vari paesi, comparando gli usi e le consuetudini tra Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda e Norvegia fino all’Ungheria, stendendo differenze e similarità che possiamo commentare insieme; Bob Church premette che, sebbene si supponga una certa differenza tra cura ed allevamento tra gli Stati Uniti ed il resto del mondo, in realtà non è  più così grazie all’interazione e velocità di informazioni, quindi si rilevano molte più similarità che differenze.

Bob Church
Bob Church

In casa

La maggioranza dei furetti in Nord America vive in gabbie metalliche aperte di diverso tipo con momenti di libertà per giocare ed esplorare; in alternativa vengono usati dei recinti, entrambi equipaggiati come le gabbie, con coperte, sacchi-nanna, amache o altri accessori adeguati al furetto, che possono essere all’interno, ma la maggior parte sono tenuti all’esterno.

Un fenomeno interessante è che sempre più Europei sembrano orientati ad ispirarsi ai metodi nord americani, (grandi gabbie in casa, amache, ma non nidi), mentre questi ultimi sembrano più propensi a tenerli in un recinto coperto collegato alla casa con tutto ciò che serve al furetto, lettiere, cucce morbide, sacchi-nanna e oggetti di intrattenimento.

La questione ambiente è uno dei punti più importanti per la vita del furetto: ritenendolo personalmente non un’animale da gabbia, ma nemmeno da zona limitata, occorre trovare un giusto compromesso che garantisca un’ambiente dove possa vivere adeguatamente e al sicuro.

Lasciare un furetto “libero in casa” se non si hanno zone progettate per loro prima dell’arrivo dell’animale non è consigliato. I furetti sono a rischio di incidente in quanto si arrampicano su mobili, tavoli e persino sedie per raggiungere le mete desiderate, la loro curiosità e desiderio di esplorazione sono così forti che prevalgono sull’istinto di conservazione, soprattutto se i furetti sono giovani. L’ideale è certamente una gabbia (quella multi-piano è particolarmente indicata per chi ha più di un furetto), collocata all”interno di un ambiente domestico o al massimo due; queste devono essere il più protette possibile.

In Italia e in Europa in generale la media abitativa è l’appartamento, quindi in pochi possono avere un ambiente outdoor collegato alla casa, che quando possibile deve essere sicuro per evitare che il furetto scappi o possa essere troppo visibile e quindi alla mercè di malintenzionati; bisogna considerare che il furetto si abitua ai ritmi del proprietario di cui assimila completamente lo stile di vita.

Inoltre, solo un 5 % tiene i furetti liberi nella propria abitazione, secondo la stima di Church.

Nutrizione

Molti  proprietari di furetti,  su base mondiale,  nutrono i propri  furetti con mangime in estruso (crocchette): si presume che la percentuale di furetti nutriti a secco si aggiri tra il 50 e 70%. Una piccola percentuale,  probabilmente dal 5 al 10%, sono nutriti a pezzi di carne e latte destinato ad animali (senza lattosio), mentre il rimanente mangia  carcasse crude, di solito roditori, conigli e pulcini. Queste percentuali sono probabilmente le stesse per entrambi i paesi.

Quando si parla di nutrimento del furetto entriamo in un argomento molto complesso che abbiamo affrontato più di una volta, e la questione resta ancora aperta, senza avere la certezza di cosa un furetto dovrebbe mangiare; tuttavia il nutrimento con estruso resta il più utilizzato, in quanto veloce, pratico e completo. Per contro questi mangimi contengono derivati di pollo sotto varie forme (farina di ossa, ossa, frattaglie e carni), per cui l’animale può sviluppare un’intolleranza, e reperire alimenti secchi senza tracce di pollo è difficile.

L’alimentazione naturale, se eseguita correttamente e quindi con parti di carne complete e destinate all’alimentazione umana, incide sul bilancio in quanto più costosa e prende un po’ più tempo tra preparazione e somministrazione.

Diciamo che un’alimentazione mista potrebbe essere il giusto compromesso per nutrire al meglio i nostri furetti, cambiando proteine di tanto in tanto, senza mescolarle: così facendo si possono limitare le possibilità di sviluppare una vera e propria intolleranza a determinati cibi.

Acqua

Praticamente l’uso di  bottiglie o ciotole di plastica in tutti gli ambienti è da considerare mondiale.

Cure veterinarie

C’è sempre stata la convinzione che la cura veterinaria per i furetti fosse migliore in Nord America, e questo è vero per alcune specifiche aree; Church sostiene che l’assistenza veterinaria non sia così valida per i furetti all’estero rispetto al Nord America, ma anche che non ci sono grandi differenze: sempre secondo il biologo, per più parti, la medicina veterinaria sembra essere la stessa, al di là del paese.

La differenza che emerge è che i furetti del Nord America abbiano sviluppato malattie metaboliche relative all’allevamento e alla cura, quindi i veterinari hanno potuto studiare e migliorare gli interventi.

L’eccezione sembra essere in quelle aree dove storicamente i furetti abbondano e non sono costosi: in quel caso invece di curare si preferisce la soppressione e il reperimento di un furetto giovane, quindi si suppone che i veterinari in quelle zone non siano esperti in furetti anziani.

Diciamo che la veterinaria sul furetto negli ultimi dieci anni in Italia è cresciuta moltissimo, ed oggi vantiamo professionisti dall’importante competenza specifica su questo animale, grazie alle attrezzature diagnostiche oggi a nostra disposizione. La soppressione dell’animale senza un tentativo di cura non rientra nella nostra mentalità e solo l’idea ci fa rabbrividire (a meno che non si tratti di una patologia gravissima, definitiva nell’immediato) e questo grazie anche al rapporto che rende il veterinario un medico a tutti gli effetti, che ha a cuore la missione di salvare l’animale prima di tutto, venendo anche incontro al proprietario per i costi.

Genetica

Durante i viaggi di Church nel mondo un comune argomento di discussione è la genetica: quasi tutte le persone interpellate, dicono che i loro furetti abbiano una “brutta genetica“.

Sterilizzazione

La maggioranza dei furetti in Nord America sono privi di organi riproduttivi: i maschi sono castrati e le femmine vengono sterilizzati; in molte altre aree del mondo, così dice Church, i maschi sono castrati ma le femmine restano sessualmente intatte, se non destinate alla riproduzione, vivono con maschi vasectomizzati o sono sottoposte a trattamento ormonale che le portano fuori dal calore.

Questa è la sostanziale differenza che il biologo ha notato.

Trovo strano che non venga tenuta in considerazione la castrazione chimica, trattamento ormonale a lento rilascio piuttosto praticata ultimamente che pare la migliore soluzione per trattare il problema del calore delle femmine. Peraltro, la durata del chip è soggettivo, ma soprattutto sulle furette può arrivare anche a 3 anni di effetto.

Far regredire la femina con un maschio vasectomizzato, potrebbe funzionare a livello momentaneo, ma la condizione di calore si può ripresentare dopo alcuni  mesi e continuare così  mettendo a rischio la furetta di entrare nella pericolosa anemia.

Lavoro

I furetti in Nord America non lavorano, la loro detenzione è come animale da affezione e compagnia, in altri paesi i furetti sono usati ancora per la caccia ai conigli o per il controllo dei roditori; nondimeno, la maggioranza di furetti stranieri sono tenuti come animali da compagnia, allevati per pelliccia e per la ricerca. L’uso dei furetti nella caccia sembra comunque andare in disuso.

Similarità

Bob Church termina questo lavoro sostenendo che le differenze rilevate tra i proprietari di furetti in Nord America ed il resto del mondo sono davvero minime, mentre è in comune invece l’amore e la dedizione verso questi animali.

Avendo visto di prima mano gli effetti dell’allevamento sui furetti, Church si azzarda a dire che le differenze viste tra i furetti non deriva così tanto dalla genetica ma dall’ambiente dove vivono. Avendo interagito con furetti di Nuova Zelanda, Australia, Regno Unito (Scozia-Inghilterra), molti paesi dell’Europa occidentale, alcune zone dell’Europa dell’Est e la Scandinavia, ritiene che non si possono evidenziare significative differenze tra gli animali, che possono essere spiegate solamente attraverso le differenze nelle diete e nell’ambiente dove vivono.

Per approfondire: Ferrets Magazine, “Ferret care, A  Worldwide Survey”, by Bob Church