Cosa ho imparato dal mio primo furetto?

22-6-2015 Cinzia-Mi sembra ieri, era il 2003, che il mio primo furetto Dassault metteva le zampe a casa mia; quanta ansia e altrettanta emozione da neofiti com’eravamo, ma poi… un mondo completamente nuovo.
Con il tempo sono arrivate Martine, Tabatha e gli altri furetti che hanno arricchito la mia famiglia.

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Sebbene mi fossi documentata, ero terrorizzata dal fatto che si facessero male, e lasciarli liberi in una casa ai tempi non bonificata costringeva Dassault, e una settimana dopo Martine, a soggiornare molte ore in gabbia.
Dopo di che mi resi conto che quella non era vita, e lo capivo quando spostandomi in altri ambienti più idonei vedevo come stessero bene e amassero correre e vivere in libertà.
Così è iniziato un adattamento che ha portato i miei furetti a godere della casa, proteggendoli da eventuali incidenti. Purtroppo non è stato immediato, perchè ho dovuto effettuare dei lavori che hanno chiesto un tempo maggiore del previsto, ma oggi sono contenta perchè stanno bene.

Oltre ad aver imparato che il furetto non è un animale da gabbia, ho compreso quanto gli piaccia stare all’aria aperta, e per noi che viviamo in un condominio non è facile trovare lo spazio adeguato.
Ma poi grazie ad un fabbro siamo riusciti ad adibire una porzione di terrazzo a voliera, e da quel momento scorrazzano tra dentro e fuori, spesso di sera, passando all’esterno molte ore con la possibilità di rientrare quando desiderano.

Spesso ripenso proprio a Dassy, il mio adorato Dassino, e mi sento un po’ in colpa per non avergli offerto la condizione più idonea, ma la trasformazione della casa ha richiesto modifiche che allora non potevo effettuare.

L’apprendimento da neo “genitore” di furetto oggi è più semplice per la reperibilità di informazioni e scambi di esperienze.

Anche se ho attualmente una bella famiglia di furetti, gli altri mi mancano sempre, e ripenso a loro abbastanza spesso; non so perchè mi faccio assalire dalla nostalgia di quelli che non ci sono più e non riesco a trattenere la commozione, forse perchè oltre a non esserci si sono portati via un pezzo di esistenza.
E’ vero che bisognerebbe occuparsi solo ed esclusivamente del presente, ma non si può fare a meno di ricordare i momenti felici, le cose fatte insieme, come viaggi e altri svaghi, con chi abbiamo voluto bene.
Ogni furetto è un pezzo di noi ed è una storia completamente diversa e ci aiuta a non dimenticare noi stessi.