Animali all’ospedale: anche i furetti potranno entrare?

13.11.17 Cinzia-Ammetto che la bella notizia diffusa dall’azienda ospedaliera dell’ospedale di Asti, che ha accettato l’ingresso in determinati reparti degli animali di affezione dei pazienti ricoverati, mi ha rallegrata e resa ottimista su una società che si rivolge a essere sempre più aperta e che si sta lentamente predisponendo all’accettazione dell’animale come membro della famiglia, a tutti gli effetti.

L’ospedale in particolare è sempre stato uno spazio “off limit” per gli animali per tutelare il paziente, ma oggi, con maggiore consapevolezza, sappiamo che gli animali domestici sono portatori di batteri e microbi quanto le persone che vanno regolarmente a fare visita ai parenti.

Questo è molto importante ribadirlo soprattutto per quelle persone ancora oggi convinte che l’animale sia fonte di chissà quali malattie, mentre è terapeutico a riguardo del paziente che aspetta di guarire e tornare a casa, ma anche per il suo piccolo a 4 zampe, sicuramente depresso per la sua assenza così prolungata.

Detto questo, le polemiche non sono mancate: secondo la normativa, gli animali potranno accedere nella camera di ricovero o nelle salette in comune, previ doverosi controlli con tanto di certificato di buona salute dell’animale, ma c’è chi grida allo scandalo e alla mancanza di rispetto verso chi invece non sente questa necessità.

Però mi domandavo…  ok gatti, ok cani, ok conigli… ma  i nostri furetti?

Temo che come sempre ci sarà una discriminazione, chi è già contrario tout court alle visite degli animali in generale non sopporterà l’odorosa presenza del furetto, quindi potrebbero nascere discussioni spiacevoli, ma vedremo intanto come questa normativa verrà applicata e quali reazioni susciterà in quel pubblico contrario.

Oltre alle strutture sanitarie ospedaliere, gli animali domestici avranno il via libera anche nelle case di riposo: pensare che un anziano obbligatoriamente costretto a ritirarsi nella casa di riposo possa portarsi il suo cane, gatto o altro animale, è confortante e indice di una società evoluta che intende prendersi cura anche dell’aspetto psicologico delle persone, e che desidera che la persona anziana viva il ritiro solo come un passaggio e normale prosecuzione della vita.