Allevamento – Una questione aperta

14.8.17 Cinzia-Mi sono confrontata ultimamente con una persona che non si definisce un allevatore, ma che fa accoppiare i suoi furetti, molto probabilmente consanguinei in quanto senza linea genetica documentata. Lo fa, dice, perché si diverte, perché sono i suoi furetti e perché il frutto di questi accoppiamenti, totalmente privi di controllo, vengono venduti a poco prezzo, senza accordo di cessione.

Alla mia richiesta sulla consapevolezza del rischio di mettere al mondo una prole la cui consanguineità potrebbe trasmettere tare genetiche, la risposta è stata “mah, a me non è mai successo”.

Questo “modo di lavorare”, se vogliamo utilizzare una modalità rispettosa, offende la categoria, quella che al contrario controlla e si procura riproduttori reperibili all’estero, anche costosi, ma con pedigree dettagliato di entrambi i genitori, dove ci si dedica interamente a questa attività e alla tutela dei furetti, sempre insieme ai proprietari, della vita, della salute indi della vecchiaia di questi animali.

Intanto bisogna puntualizzare che: è allevatore chiunque metta al mondo degli animali, che lo si faccia una volta o sempre, lo si è. E’ una brutta parola, in quanto contestata e presa di mira da alcuni animalisti, in quanto si sarebbe rei di speculare sugli animali, ma in realtà l’allevatore serio amatoriale o meno, è colui che argina la piaga dell’abbandono.

La definizione “allevo per divertimento”, però, fa ancora piu rabbrividire… non si può pensare all’allevamento pari ad una “partita a ramino”.

Nell’allevamento serio, vi assicuro, non c’è nulla di divertente, anzi è una fatica, arricchita però di tante soddisfazioni quando il risultato sono cuccioli belli, in salute e ben accasati e legalizzati.

Questo per consigliarvi di fare attenzione e affidarvi a chi lavora seriamente; non è attualmente pensabile che si mettano al mondo animali per divertimento, i cui genitori potrebbero essere parenti e senza test pre-accoppiamento; non alimentiamo un’attività scorretta in primis verso gli animali senza tutela, il cui rischio è quello di finire abbandonati o ceduti chissà dove nella totale indifferenza.

In ultimo, ma non meno importante, la legalizzazione: ogni regione e ogni comune ha regole a sé che attualmente, con i nuovi provvedimenti di controllo, vanno rispettati.